Lenti morbide multifocali

Trattamento ottico della presbiopia con lenti a contatto morbide.

L’applicazione di lenti a contatto nei soggetti in età di presbiopia è oggi di grande attualità. Una prima ragione è dovuta al fatto che, in Italia, su una popolazione complessiva di quasi 60 milioni di abitanti, il 47% è in età di presbiopia e la seconda, non in ordine di importanza, è la logica conseguenza di uno stile di vita sempre più dinamico.

Il trattamento ottico della presbiopia con lenti a contatto morbide è quindi oggi sempre più frequente.

Sono infatti assai numerose le possibilità a disposizione del professionista sia per quanto riguarda le tipologie di lenti presenti sul mercato sia per quanto riguarda le filosofie applicative. Entrambi i fattori sono strettamente correlati tra loro dovendo altresì essi dare risposta alle aspettative ed alle esigenze individuali.

Sotto questo punto di vista, è opportuno che l’operatore ricordi in primo luogo quali sono gli elementi favorevoli e quali sono quelli sfavorevoli all’applicazione di lenti a contatto bifocali senza dimenticare che la tecnica applicativa nota come “monovisione” può risultare pratica in casi selezionati.

Il principio che accomuna tutte le geometrie di lenti a contatto morbide bifocali o multifocali è quello definito con il termine “immagini simultanee” intendendo con tale termine la condizione nella quale l’ottica di una lente a contatto fornisce contributi diottrici differenti in modo simultaneo al fine di consentire la visione per lontano e per vicino.

Affinché questa condizione possa avvenire, le zone ottiche della lente debbono trovarsi contemporaneamente davanti alla pupilla in tutte le direzioni di sguardo.

È evidente pertanto che, fatte salve alcune eccezioni, il funzionamento della lente dipende dal suo posizionamento e dal diametro pupillare elemento, quest’ultimo, che risente di numerose variabili.

La maggior parte delle lenti a contatto morbide ad immagini simultanee vengono realizzate con geometrie caratterizzate da superfici non sferiche. In queste tipologie di lenti le progressioni dei poteri diottrici dipenderanno dal profilo della lente e dalla sua localizzazione , (superficie anteriore o posteriore della lente)  e dal dimensionamento delle zone diottriche.

Oltre alle geometrie asferiche sono attualmente disponibili altre geometrie che risultano meno dipendenti dal diametro pupillare; è questo il caso delle geometrie multiconcentriche realizzate al fine di fornire una distribuzione dei contributi diottrici lontano/vicino sostanzialmente sovrapponibili al variare delle condizioni di luminanza e di conseguenza del diametro pupillare.

La sola analisi delle geometrie di lenti a contatto bifocali o multifocali non rappresenta comunque l’unico riferimento al fine di potere ottenere un successo applicativo.

È elemento determinante infatti scegliere la corretta geometria relazionando quest’ultima alla filosofia applicativa che si intende adottare sulla scorta delle aspettative e delle esigenze visive del soggetto presbite.

È opportuno sottolineare infine che, considerando le numerose variabili spesso difficilmente rilevabili che caratterizzano l’applicazione di queste particolari tipologie di lenti a contatto, non è possibile valutare “a priori” l’efficacia di un determinato sistema e, per tali ragioni, è indispensabile disporre di diverse tipologie di lenti a contatto affinché possano essere raggiunte alte percentuali di successo.

Presso il nostro Studio sono disponibili le ultime soluzioni tecnologiche per la compensazione della presbiopia con lenti a contatto per i miopi, ipermetropi e/o astigmatici.

 

Ricordiamo che l’Analisi Contattologica non equivale e non sostituisce la Visita del Medico Oculista alla quale consigliamo di sottoporsi con la frequenza che è stata suggerita dallo Specialista stesso.

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