Lenti morbide per miopia, ipermetropia ed astigmatismo

LENTI A CONTATTO MORBIDE TORICHE

La compensazione dell’astigmatismo refrattivo regolare mediante lac morbide toriche è un aspetto che desta molto interesse sia da parte dell’ametrope che da parte dell’applicatore.

Tale interesse è sostenuto realisticamente da diverse considerazioni.

Le più significative sono senza dubbio legate al fatto che circa il 50% dei soggetti che utilizzano lenti a contatto (Lac) ,presenta valori di astigmatismo superiori o uguali a 0.75 dt1. e che la dinamicità della vita moderna richiede una lente a contatto che possa essere utilizzata nelle condizioni più disparate (dall’ufficio allo sport).

Le problematiche che in passato si evidenziavano durante l’applicazione delle lenti a contatto morbide toriche erano relative alla scarsa riproducibilità, alle ridotte qualità ottiche e alla conseguente imprevedibilità applicativa.

Poiché la geometria di una lente a contatto morbida torica (LacMT) costituisce l’elemento determinante per il raggiungimento di un risultato efficace, le aziende hanno concentrato la loro attenzione nella ricerca di sempre nuovi sistemi in grado di orientare e stabilizzare la lente in maniera corretta.

INDICAZIONI

Le indicazioni per l’applicazione delle lenti a contatto morbide toriche sono sostanzialmente le seguenti:

  • Scarsa tollerabilità alle lenti rgp
  • Rischio di smarrimento delle lenti rgp (ad es. attività sportiva)
  • Visione non soddisfacente con lenti morbide sferiche in presenza di astigmatismi refrattivi ≥ 0.75 dt
  • Astigmatismi anche ≤0.75 dt se sull’occhio dominante
  • Astigmatismi corneali contro regola
  • Sofferenze epiteliali ore 3 – 9 con lac rgp
  • Utilizzo discontinuo delle lenti a contatto
CONTROINDICAZIONI

Da un punto di vista generale, le controindicazioni all’utilizzo delle LacMT sono le seguenti:

  • Astigmatismi irregolari.
  • Bassi valori di miopia/ipermetropia associati ad elevati valori di astigmatismo refrattivo.
  • Controindicazioni all’utilizzo di una lente a contatto morbida.

METODI DI STABILIZZAZIONE

La stabilizzazione di una lente a contatto morbida torica è un aspetto fondamentale per la riuscita dell’applicazione ed è vincolata da numerosi fattori tra i quali ricordiamo  la tensione palpebrale, la dimensione della apertura palpebrale, l’orientamento delle palpebre e la direzione dell’ammiccamento (chiusura ed apertura delle palpebre). È pertanto indispensabile realizzare la lente a contatto utilizzando sistemi di stabilizzazione che risultino efficaci affinché la lente rimanga correttamente orientata.

I sistemi di stabilizzazione più diffusi sono la stabilizzazione mediante  prisma di stabilizzazione,  la stabilizzazione detta Periballast, la stabilizzazione dinamica e la recente stabilizzazione con zone di accelerazione dinamiche (ASD).

Durante la fase di verifica della lente morbida torica applicata è necessario prendere in considerazione numerosi aspetti legati al comportamento della lente in termini di centraggio, orientamento e dinamica. A tale scopo le lenti dispongono di punti di riferimento (Fig.1) difficilmente visibili ad occhio nudo ed assolutamente invisibili sull’occhio se non mediante l’ausilio di strumenti in dotazione del Contattologo- Fig.2.

Fig.1. Riferimento sulla lente a contatto

Fig.1. Riferimento sulla lente a contatto

Biomicroscopio. Aiuta a valutare la lente a contatto

Biomicroscopio. Aiuta a valutare la lente a contatto

 

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Ricordiamo che l’Analisi Contattologica non equivale e non sostituisce la Visita del Medico Oculista alla quale consigliamo di sottoporsi con la frequenza che è stata suggerita dallo specialista stesso.

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BIBLIOGRAFIA

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  2. Robert B. Mandell. Contact Lens Practice. Fourth Edition.1988; Cap. 24: 285
  3. Robert B. Mandell. Contact Lens Practice. Fourth Edition.1988; Cap. 24: 289
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  9. Anthony J. Phillips & Lynne Speedwell. Contact Lenses. Fourth Edition. 1997; Cap. 14: 485
  10. Anthony J. Phillips & Janet Stone. Contact Lenses. Third Edition. 1989 ; Cap. 14 : 536
  11. Luigi Lupelli. “Lenti morbide toriche: quando protagonista è la geometria”. Rivista LAC. Aprile 2000 , Volume II, Numero 1.